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Cane Mastino Napoletano

Il Mastino Napoletano rientra nella categoria del gruppo 2 della classificazione FCI insieme ai cani di tipo Pinscher e Schnauzer, molossoidi e cani bovari svizzeri.

Storia e origine

Mastino napoletanoLa razza in questione discendere direttamente dai grondi molossi assiro-babilonesi. Infatti, la prima testimonianza dell’uomo in compagnia con un molosso risale al nono secolo a.C. grazie alla raffigurazione in un bassorilievo assiro il quale raffigura un uomo con un cane di grossa mole con struttura simile a un leone e la pelle in pieghe.

Ultimo aggiornamento: 2024-04-16


Una delle ipotesi più probabili vuole che prima dei Romani furono i Fenici a diffondere questa razza in tutto il mediterraneo. L’ipotesi però non è attendibile poiché dai resoconti dell’epoca non si parla di nessun cane proveniente dalla Britannia.

Un’altra ipotesi è che il Mastino Napoletano sia il diretto discendente del cane da guerra romano, il canis pugnax, usato dalle legioni in Britannia. I Mastini all’inizio erano usati per combattere nelle arene e nei ludi venatorii. Col passare del tempo si spostò dall’arena ai pascoli accanto ai mandriani, carrettieri, cacciatori e briganti.

Il Mastino Napoletano insieme al cane Corso proprio durante il periodo del brigantaggio era usato nelle rivolte contro l’esercito sabaudo e per fare la guarda ai rifugi.  Dopo la disfatta di Gaeta quasi tutti i mastini puri sparirono, dando vita al mastino da masseria.

Col tempo se ne persero le tracce ma fortunatamente nel ventesimo secolo grazie ad un allevamento nell’avellinese, il signor Pietro Scanziani riscoprì questa razza in una versione però più pesante di quella antica. La razza col tempo fu selezionata e perfezionata grazie all’’allevatore Mario Querci, dando origine alla specie attuale che conosciamo.

Guarda come si divertono questi cucciolotti di Mastino:

Carattere

È un cane molto tranquillo, quieto, coccolone e amorevole con il padrone e con le persone che conosce. Non ha paura del lavoro o del dolore fisico inoltre è temerario, spavaldo e forte. Ha una naturale predisposizione per la guardia del territorio, pattugliando la zona con aggressività e tenacità. Pure se verso gli estranei può far paura, con il padrone crea un legame profondo.

Vedi anche il cane ha paura degli estranei.

Oggi

Anche se prima ha ricoperto molti ruoli come cane da combattimento, da circo, aiutante dei briganti e delle forze dell’ordine, oggi invece resta un fedele compagno di vita per molte persone.  Non bisogna mai addestrarlo poiché il carattere ne può risentire e sarebbe cosi compromesso pericolosamente.

Ciò che si consiglia invece è un buon corso di educazione base per i metodi gentili. Anche se non è specificatamente un cane da difesa, svolge questa mansione in modo eccellente.

Vedi anche addestramento per cani da difesa e educazione del cane adulto o cucciolo.

Alimentazione

Il mastino napoletano ha un’alimentazione molto particolare vista la sua grossa mole. Deve mangiare almeno 700 grammi di carne il giorno, riso e pane. Non va alimentato con zuppe e verdure poiché perdere la sua forma fisica e l’energia naturale che possiede.

Trattandosi di una razza gigante è soggetto alla torsione dello stomaco. Per evitare il problema si possono prendere due strade: intervento chirurgico oppure alimentazione corretta. Il padrone dovrà dividere la razione giornaliera in più pasti il giorno, evitando che subito dopo aver mangiato faccia attività fisica.

Da cucciolo l’alimentazione deve essere bilanciata e curata nei minimi dettagli. Bisogna sviluppare un piano alimentare adatto affinché non ci siano né mancanze né eccesso di nutrienti cosi da non avere problemi riguardanti la struttura ossea.

Descrizione fisica

È un molosso di taglia grande con fisico imponente e massiccio. L’altezza per i maschi va dai 65 ai 75 cm mentre per le femmine dai 60 ai 68 cm. Il peso si aggira intorno ai 70 kg per i maschi i 60 kg per le femmine. Ciò che caratterizza la razza oltre alla grassa stazza fisica è la pelle.

Questa è spessa, abbondante e lassa in tutto il corpo. In particolare pende nella zona della testa formando tante pieghe sotto al collo. Il pelo è denso e vitreo. Raggiunge una lunghezza massima di 2,5 centimetri. I colori ammessi sono grigio scuro, piombo o nero e a volte tigrato con macchie fulvo scuro. Tutti i colori hanno in comune una macchia sul petto e le dita bianche.

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