Rabbia nel cane

La rabbia è una delle malattie più pericolose che possa contrarre un cane. I cani con la rabbia, infatti, vanno incontro a importanti disturbi del comportamento, a cui segue una fase paralitica, durante la quale l’animale perde la capacità di muoversi, che ne causa la morte.

Oggi vogliamo parlarti di come avviene il contagio, quali sono le fasi di progressione della malattia, i possibili vaccini e in cosa consiste la rabbia umana.

Come avviene in contagio della rabbia

La rabbia nei cani: cause, sintomi, prevenzioneIl cane viene contagiato mediante contatto diretto, quando è presente una ferita provocata da un altro animale; in questo senso animali pericolosi sono i pipistrelli, i procioni, le volpi e le moffette.

Si tratta di un virus che colpisce l’encefalo e che, come abbiamo detto, porta progressivamente l’animale alla morte.

Fasi della malattia

Possiamo distinguere varie fasi della malattia. Una fase di incubazione, che nel cane può durare dalle 2 alle 6 settimane e che non presenta sintomi; una fase prodromica, in cui si manifestano sintomi generici, come fotofobia o cambiamento nel comportamento dell’animale.

In questa fase il cane può già veicolare la malattia. Successivamente individuiamo una fase furiosa, in cui il cane si mostra estremamente aggressivo, tendendo a mordere tutto e tutti, e che dura pochi giorni, ed una fase paralitica, in cui il cane è impossibilitato a muoversi e che porta alla morte.

E’ importante, oltre che obbligatorio per legge come vedremo, isolare il cane di cui si sospetta la rabbia o che sia stata già accertata.

Per diagnosticare la malattia, sono necessarie una serie di indagini quali: l’esame del sangue completo, le analisi delle urine, le radiografie, i test di immunofluorescenza. Una diagnosi precoce è utile non tanto per salvare il cane, che purtroppo, se contagiato e non vaccinato, non ha possibilità di sopravvivenza, quanto per impedire il contagio di altri animali ed uomini.

L’unico mezzo per poter salvare il cane dalla rabbia è la prevenzione. Infatti già da cuccioli devono ricevere il vaccino antirabbica, che contiene il virus inattivo e deve essere ripetuto ogni tre anni. Non esistono purtroppo cure alla rabbia, in quanto il cane muore dopo pochi giorni dall’aver contratto la malattia.

La rabbia è una malattia che nella maggior parte dei paesi occidentali è stata debellata, presentando alcuni piccoli focolai solo nel nodi Europa. In Italia ad esempio una massiccia campagna di vaccinazioni nonché la lotta al randagismo hanno fatto sì che essa fosse quasi debellata. Esistono però delle regole ben precise in materia, sia a livello regionale e nazionale che europeo.

Infatti in alcune regioni italiana a statuti speciale, è previsto l’obbligo del vaccino per tutti i cani domestici. Inoltre anche per il trasporto di cani provenienti da altre regioni, vale tale obbligo. Se ti appresti ad effettuare un viaggio all’estero, informati su quali vaccini siano obbligatori, poiché molti paesi europei chiedono il vaccino anti-rabbia.

Cosa succede in caso di contagio della rabbia

Nel caso di contagio della malattia, il regolamento di polizia veterinaria prevede due obblighi di legge, uno riguardante il cane morso e l’altro il cane che ha morso. Il primo dovrà essere condotto in isolamento per 6 mesi presso il canile comunale oppure presso il padrone che ne chieda la custodia, purché dimostri di potersene prendere cura. Invece il cane autore del morso, deve essere isolato per 10 giorni e poi valutare se presenta o meno la malattia.

Ci sono poi alcune zone del mondo dove la rabbia è ancora molto presente oppure sono molto diffusi gli animali portatori della malattia, come pipistrelli e puzzole. In caso di viaggio in questi paesi, se si può far a meno dell’animale sarebbe preferibile lasciarlo a qualcuno o in una pensione.

La rabbia canina è una di quelle malattie che l’uomo può contrarre anche dal morso di un cane infetto.

Fasi della malattia nell’uomo

Anche per l’uomo distinguiamo varie fasi della malattia, con una sintomatologia simile ma non uguale a quella del cane, che prevede una fase di incubazione, dalle 3 alle 6 settimane; una fase prodromica, caratterizzata da cefalee, vomito, febbre; una fase di rabbia, con alterazioni del comportamento, una paralitica, con impossibilità nei movimenti ed una spastica, con movimenti alterati del corpo.

Nell’essere umano esistono due tipi di terapie, a differenza del cane, una preventiva ed una a posteriori. Per quanto riguarda la prevenzione, per coloro che sono a contatto, per lavoro o per passione, con molti animali, consigliamo di effettuare il vaccino.

Anche in questo caso si inietterà un virus inattivo, con richiami annuali. Nel caso invece di contagio, esiste una terapia da seguire dopo il morso. In questo caso verrà iniettata una soluzione di vaccino con siero immune, il giorno del contagio e poi al terzo, settimo quattordicesimo e trentesimo giorno.

L’importante, nel caso di rabbia umana, è l’intervento tempestivo, poiché un ritardo potrebbe causare anche la morte.

Pertanto una conoscenza approfondita dell’argomento, accanto alla consapevolezza dell’importanza della prevenzione, può proteggere il cane domestico da molte malattie, anche gravi che può contrarre nel corso della sua vita. Una prevenzione che è fondamentale non solo per il tuo cane, ma anche per gli animali con i quali entra in contatto e per te stesso.